Home Dal 1951 al 1998 (1955) La morte corre sul fiume
(1955) La morte corre sul fiume PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Taffarel   
Martedì 01 Settembre 2009 12:21

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La Morte Corre sul Fiume (1955)

di C. Laughton con Robert Mitchum, Shelley Winters e Lilian Gish.

Tratto dall'omonimo romanzo di Davis Grubb, nonostante l'epoca in cui venne realizzato è un film attualissimo. Tratta il fatidico confronto tra il Bene ed il Male, tipico nella vita di ognuno di noi. Sembra quasi una favola gotica, ma in realtà nasconde molti altri temi al proprio interno.
Opera che riprende l'Espressionismo tedesco degli anni '30, narra le vicende di un predicatore, Harry Powell, che si ostina ad uccidere vedove per impossessarsi dei loro averi. Egli è molto abile e, grazie al suo fascino, riesce con facilità nel suo intento. Incontra delle difficoltà nel momento in cui si marita ad una donna e diventa il padre "adottivo" dei suoi due figlioletti, un ragazzino molto sveglio e la sorellina, inseparabile dalla sua bambola.
E' una pellicola di nicchia (tanto che all'uscita fu un vero e proprio flop commerciale), sconosciuta a molti, riscoperta soltanto negli ultimi anni. Primo e (purtroppo) ultimo lavoro di Charles Laughton alla regia. Non si sarebbe potuto trovare interprete migliore di Robert Mitchum per il ruolo del protagonista. Sette anni dopo si ripeterà, alquanto egregiamente, interpretando Max Cady nell'originale "Cape Fear", confermando il suo valore e le sue spiccate qualità in ruoli da "duro".
E' un film che, oltre ad avere il pregio di possedere una trama di buon livello, colpisce molto visivamente grazie alla spettacolare fotografia, che gioca molto sul contrasto, ed ad un b/n veramente pulito, azzardato, volendo, in un'epoca in cui ormai il colore stava prendendo il sopravvento. Molte scene parlano da sole; memorabile, ad esempio, la parte in cui Robert Mitchum e Lilian Gish, grandissima star del cinema muto, intonano assieme una canzoncina pastorale nel buio della notte, mentre lei imbraccia un fucile seduta sulla sedia a dondolo. 
Molti tributi ha avuto questo film (anche in campo musicale), del quale colpiscono specialmente le nocche del predicatore tatuate con le parole "Love" ed "Hate", che rispecchiano un po' il tema di fondo della pellicola. Non banale, è un'opera "delicata", perchè al suo interno tocca l'ambito religioso; in particolare si rivelò essere una sorta di accusa contro il fanatismo ed i falsi profeti, con stretto riferimento al Sud degli Stati Uniti.

Pearl Harper: [singing] Once upon a time there was a pretty fly, he had a pretty wife, this pretty fly. But one day she flew away, flew away. She had two pretty children, but one night these two pretty children flew away, flew away, into the sky, into the moon.