| (2009) Parnassus: L'uomo che voleva ingannare il diavolo |
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| Scritto da Alessandro Gaggero | ||||||
| Martedì 27 Ottobre 2009 21:23 | ||||||
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CAST: Heath Ledger, Christopher Plummer, Johnny Depp, Jude Law, Colin Farrell, Tom Waits REGIA: Terry Gilliam GENERE: Fantastico SCENEGGIATURA: Terry Gilliam, Charles McKeown ANNO: 2009, USA /EUROPA/CANADA
Il dottor Parnassus, saltimbanco itinerante capo della compagnia teatrale “Imaginarium”, offre al pubblico esperienze straordinarie grazie a uno specchio magico, passaggio per mondi surreali e fantastici. Questo prodigio è possibile poiché secoli prima fece un patto con il demonio che oltre al potere di guidare l’immaginazione altrui gli donò anche l’immortalità. Parnassus in cambio promise di offrire, quando sarebbe giunto il momento, al diavolo ciò a cui tiene di più al mondo; sua figlia…
Signori e signore, benvenuti allo spettacolo del fantastico Heath Ledger, che ci delizierà con il suo canto del cigno… Questo è stato l’ultimo film di un attore che nonostante la giovane età e i pochi film a cui ha partecipato lasciava intendere enormi potenzialità recitative degne di un trasformista quale Jack Nicholson (non a caso il Joker di Ledger ha saputo eguagliare perfettamente quello di Nicholson per intensità e presenza scenica) e pur non avendo regalato emozioni pari a quelle del cattivo DC è stato, a parer di chi scrive, di gran lunga più bravo fra tutti gli attori del film. E non credo di esagerare. Lasciamo stare Tom Waits o Plummer, che nei ruoli a loro assegnati sono andati piuttosto bene e cerchiamo di analizzare il ruolo di Tony (l’uomo che si aggiungerà alla compagnia dell’Imaginarium -dopo che questa si “imbatterà” in lui- e che non lascerà trapelare molto sul suo misterioso passato) interpretato da Ledger e, data la sua prematura dipartita, da tre dei suoi migliori amici, per omaggiarlo: Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. Depp è un attore di primo livello, con esperienze ormai ventennali ma al sottoscritto pare che ormai, nei ruoli un po’ al di fuori dall’ordinario, come quello in questo film, il caro pirata dei Caraibi imiti e citi se stesso e il mitico Jack Sparrow (notare che, curiosamente, i tre attori amici hanno detto di aver studiato le movenze e lo stile di Ledger) e non è che sia male o noioso; è solo che da Depp si vorrebbe vedere qualcos’altro, a meno che a lui non piaccia ripetersi all’infinito. Dopo un’assuefazione a base di pirati disneyani per anni, sembra quasi che Ledger simuli un personaggio a metà strada fra l’abliità retorica del suo Joker e le movenze di Sparrow però, riesce a dare un qualcosa in più, aiutato forse dal fatto che si è consci di vedere la sua ultima prova recitativa. Sta di fatto che avendo quasi 20 anni in meno del vecchio Depp c’è da chiedersi cosa sarebbe mai stato capace di fare raggiunta la sua età, visto che già lo sapeva praticamente imitare alla perfezione.
A Jude Law tocca il Tony truffatore e bugiardo, e questo ruolo gli calza proprio a pennello. Non è certo la prova recitativa della sua vita ma a vestire i panni di chi mente, sapendo di mentire, il britannico Law si diverte abbastanza e francamente più di questo non lascia trapelare. Poteva dare e osare di più. Forse. Ad incarnare il personaggio misterioso per la terza ed ultima volta interviene il tenebroso Colin Farrell, che sorprendentemente regala un’altra perla ma, inevitabilmente, cade nella trappola del somigliare anche lui a Depp, però riesce a non cadere in tale baratro, ma come mantenendosi su di un filo sospeso a mezz’aria riesce ad equilibrarsi fra un annacquato Jack Sparrow e un Farrell diverso dal solito. Terry Gilliam è riuscito a creare un ibrido davvero strano con il suo film; da una parte è riuscito a costruire una storia che sfortunatamente ha del déjà vu, in quanto di film su patti con il diavolo ne esistono a bizzeffe, però l’utilizzo sapiente della computer grafica e l’ambientazione surreale-mistica lo salvano da questa pecca. Dall’altra parte, e ciò renderà suo malgrado il film una pietra miliare, è il bellissimo canto che Heath Ledger ha saputo regalare a tutti, attraverso il cinema che come ogni forma d’arte regala ciò che nel film per ottenerla si è dovuto ricorrere ad un essere malvagio: l’immortalità.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Ottobre 2009 20:07 |





