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Scritto da Autore Anonimo   
Martedì 20 Ottobre 2009 23:14
Nemico pubblico
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Durante il periodo della grande depressione, in America, le forze dell'ordine cercano di arrestare, con tutti i mezzi a disposizione, i rapinatori che danneggiano le banche. Uno dei più ricercati è John Dillinger (Johnny Deep). Per catturarlo, la polizia si rivolge all'investigatore Melvin Purvis (Christian Bale).

Il film di Michael Mann si apre mostrando queste interessanti figure, usando come sfondo l'America di quegli anni, sporca, poco curata, piena di persone corrotte, fredda. Dillinger, arrestato da giovane, esce di prigione, ma nulla è cambiato. Anzi, probabilmente, la pena l'ha reso ancora più ansioso di affrontare la legge, di arricchirsi a spese delle banche. Nella sua prima scena, Purvis sta catturando un malavitoso, grazie alla sua precisa mira con il fucile.

Sono due personaggi pieni di umanità e attenti al loro lavoro. John ruba solo dalle banche, non tratta male i civili e li deruba solo se costretto. Sa fare in modo che le donne lo amino, grazie a una particolare sensibilità, che lo accomuna all'investigatore (la scena in cui costringe il suo collega a interrompere i maltrattamenti verso la donna di Dillinger ce lo fa capire). Melvin però, passa in secondo piano, rispetto a John, per questo motivo il pubblico non riesce ad affezionarsi alla sua figura, nonostante ci sia molta ammirazione per il soggetto. La scena finale di Dillinger è a sua modo epica e si intuisce il lavoro di Mann. Ci riempiano di comprensione e tristezza per la morte di un uomo che non era un eroe, ma non odiamo nemmeno il suo cacciatore, Melvin, per cui continuiamo ad avere grande ammirazione.


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Passando ad analizzare il film, devo assolutamente citare l'uso del digitale. Spesso conveniente (perché permette di risparmiare su molti costi) qui fa perdere tutto lo stile al film. Il digitale non è sfruttato appieno quando lo spettatore nota che le telecamere usate per girare il film sono digitali. E il fascino degli anni 30, descritto ottimamente dal direttore della fotografia Conrad L. Hall in Road to Perdition, per citare un esempio, si perde a causa di questa tecnologia. Il regista, comunque, dirige bene dove ci sono molti tipi di scene: capita di vedere il passaggio dal romanticismo alla tensione in pochi istanti. Eppure, purtroppo, il freddo di quel periodo si è trasmesso anche a moltissimi personaggi, soprattutto quelli di contorno e quello di Melvin, che è tra i protagonisti. Nonostante l'ottima prova degli attori, è assente, quindi, la partecipazione di altri personaggi che avrebbero arricchito il film.

Una buona opera. Magari non è da consigliare, però, verso la fine, non vi pentirete di aver speso i soldi per vedere il film.

Voti al film
  • REGIA: 7.5 (una buona regia, rovinata solo dall'uso di un digitale che ha impedito al film di avere un bello stile - in altre opere, invece, ha aiutato)
  • SCENEGGIATURA: 7,5 (nonostante permetta al film di avere molti momenti toccanti e frenetici, lo spettatore non riesce a conoscere i personaggi secondari, sebbene il personaggio di Dillinger sia davvero ben costruito)
  • RECITAZIONE: 9 (Johnny Depp e Christian Bale sono magnifici. Brava anche Marion Cotillard e gli attori con ruoli minori, a dispetto su quanto detto per la sceneggiatura)
    MEDIA FINALE: 8 (Un film che non consiglio vivamente, ma che non vi pentirete di aver visto)

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Novembre 2009 14:24