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(2009) A Single Man PDF Stampa E-mail
Scritto da Sara J.   
Giovedì 01 Ottobre 2009 21:50

A SINGLE MAN - TOM FORD

A single man è un film tratto dal omonimo romanzo di Christopher Isherwood “Un uomo solo”  pubblicato nel 1964.

 

A Single Man


La storia è quella di un professore universitario rimasto solo dopo la morte della persona che amava a causa di un incidente stradale. George (Colin Firth), è questo infatti il nome del protagonista, aveva condiviso con il suo ragazzo Jim ( interpretato magistralmente da Matthew Goode) 15 anni della sua vita e con lui aveva deciso di trasferirsi in una casa con grandi vetrate, nascosta, invisibile. Invisibile come sono loro agli occhi di un mondo che si rifiuta di superare i pregiudizi e preferisce fingere che “certi soggetti” non esistano, che non esistano persone in grado di inquinare la facciata perfetta della società americana del dopoguerra.

Un viaggio nella solitudine di George, alla ricerca di provare di nuovo quelle emozioni che solo Jim riusciva a suscitare in lui; accompagnato nella vita ormai solo dai suoi studenti apatici e da una migliore amica, Charlotte (Julianne Moore), capace solo di piangersi addosso e probabilmente più sola di quanto non lo sia il protagonista. Ma la solitudine di lei è voluta, le piace non reagire e stare a pensare al solo modo di farlo, le piace che Geo, come lo chiama lei, la venga a consolare per gli amori finiti. Il personaggio di Firth invece è diverso, il dolore lo tiene per sé e lo condivide solo con lo spettatore attraverso l'uso magistrale della voce fuori campo.


Tom Ford, alla sua prima esperienza cinematografica, riesce nell'intento di trasporre su pellicola un libro più ricco di emozioni che di trama, portandole a dei livelli che solo certi film come questo possono trasmetterci. Con un tocco tipico di uno stilista, sullo schermo nulla è fuori posto: ogni movimento, ogni inquadratura è sempre coerente con il discorso trattato. A rispecchiare lo stile di vita di George dopo la morte di Jim, ogni oggetto, dalla pistola riposta sulla scrivania con estrema cura e con accurata simmetria rispetto agli altri oggetti, al vestito per il proprio funerale scelto con il gusto e con la cura che solo uno stilista come Tom Ford poteva metterci, è disposto con un preciso ordine quasi ad indicare la ricerca del protagonista di rimettere apposto la confusione interna che gli ha provocato la scomparsa della persona amata.

Questo ordine viene rotto da Ford con una sequenza di flashback riguardanti la notizia dell'incidente di Jim che ci introducono nel caos più totale. Caos non solo provocato dalla pioggia scrosciante che si abbatte sulla città , ma è soprattutto il caos interiore, che solo in quel momento di film viene esternato, con  George che corre tra le braccia di Charlotte. Il tutto girato intelligentemente attraverso l'uso della camera a mano.

Il personaggio di Firth arrivato all'ultimo stadio di disperazione della solitudine, in una specie di apatia totale, pensa che solo un colpo di pistola possa porre rimedio a tutto il dolore per troppo tempo  soffocato. Ma la vita è sempre piena di sorprese e dopo un incontro fortuito con un bel giovanotto fuori da un supermercato che gli riporta il primo sorriso, entra nella sua vita uno dei suoi studenti, il giovane Kenny. Un ragazzino confuso, che non sa cosa vuole per il suo futuro, ma che vuole solo vivere il presente o meglio il momento, quell'istante irripetibile dove la propria vita può essere sconvolta e cambiata per sempre. George troverà in lui la voglia di vivere ancora una volta, di riprovare quei brividi che per troppo tempo si era negato. Però forse quei minuti di piacere, quegli istanti, erano solo un piccolo regalo di Jim che nel momento in cui il suo amato ritrova la serenità se lo porta via con sé con un bacio che rimanda al bacio iniziale del sogno di George, con una visione quindi ciclica della storia e con l'idea che il cuore una volta donato è difficile donarlo a qualcun altro. Ed è questo forse il messaggio che ci vuol passare Tom Ford ; al di là del rapporto tra omosessuali e etero che rimane nel film sempre un problema in sottofondo (nel libro invece è più accentuato con il padre della famiglia del vicinato sempre molto irruento verso i gay e George), qui è l'amore il veicolo principale della pellicola.

L'amore incondizionato non importa tra chi, non importa se uomo-donna , uomo-uomo o tra amici, è amore, sentimento che per quanto ti da altrettanto ti toglie. Il dare completamente se stessi, la propria esistenza ad un altro essere umano per poi ritrovarsi soli: può morire come nel caso di George, o può tradirti come per Charlotte, ma alla fine quello che ti lascia è sempre lo stesso: il vuoto, l'annullamento.

Annullamento interiore, intendiamoci, perchè esternamente si deve sempre essere comunque quello che il mondo e la società vuole che tu sia. Viene detto anche nelle prime battute del film, mentre il personaggio di Firth si veste: deve mettersi quelle cose, fare quei gesti ormai meccanici per essere quel tipo di George che tutti possano riconoscere, e per Charlotte la storia è la stessa. Mantiene una cosa lussuosa con cibo in abbondanza e l'unica a viverci è lei e tutto questo lo fa perchè è il costume che lo detta. Ma se c'è abbondanza fuori è l'interno di ognuno dei personaggi  che è vuoto, o meglio svuotato dagli avvenimenti della vita.

Sono gli effetti dell'amore quelli che ci descrive Ford, potremo dire l'amore durante e dopo la consumazione, che ci lascia solo con dei panni sporchi da indossare ogni giorno per fingere che si va avanti quando dentro ormai è solo il cuore a battere per inerzia.

Oltretutto i due personaggi, inglesi, si sentono oramai fuori posto anche in una città che gli non appartiene più, che gli ha dato tanto quanto tolto, ma tornare alla madre patria, soprattutto per Charlotte, significherebbe dimostrare di aver fallito e questo non è accettabile nella maschera e nel involucro che stanno indossando.

Colin Firth nella parte di George riesce perfettamente a trasmetterci tutte le sensazioni, tutta l'apparente impassibilità del protagonista. Attraverso le sue espressioni, i suoi movimenti facciali, capiamo che qualcosa si sta inceppando in lui, che per quanto vesta i panni del professore che dovrebbe indicare la giusta strada ai suoi studenti, è il primo ad aver perso la sua strada interiore. L'amore che ha perduto, che Firth ci trasmette tutto, è un amore per cui ha dato la vita, il cuore; quel cuore che non gli verrà mai restituito anzi, col finale, gli sarà strappato per sempre per appartenere solo ed esclusivamente ed eternamente ad una persona.

Julianne Moore in uno stato di grazia ,nei suoi 20 minuti di apparizione sullo schermo, da lezioni di grande cinema, riuscendo in un personaggio come quello di Charlotte non facile, una donna che non riesce ad essere forte, che ha perso fiducia nell'amore, dove l'unico uomo che ha veramente amato gli è stato portato via da un altro uomo e anche a  lei, come il personaggio di Firth, non le verrà mai restituito il cuore. Charlotte vive nel passato, non ha la forza di andare avanti, ma non lo nasconde, è quasi fiera di questa sua incapacità di guardare al futuro tanto da dirlo anche in una battuta: “ Living in the past is my future”.

Probabilmente Ford attraverso questi due personaggi ci vuol far capire che il cuore lo si da veramente solo ad una persona e quando questa se ne va, per qualsiasi causa, quello che ci rimane da dare sono solo dei resti, dei brandelli di quello che è stato il nostro cuore.

Il giovane Nicholas Hoult che qui interpreta Kenny, lo abbiamo già visto in pellicole come About a Boy e più recentemente nel telefilm Skins. Dimostra di essere cresciuto e di saper interpretare un ruolo complesso di ponte tra il dolore e il sollievo del suo professore George. Un ragazzo confuso che probabilmente cerca una guida per capire cosa farne di quel cuore prima che arrivi quel futuro che lui tanto odia.

Tom Ford è attraverso i primi piani, attraverso gli occhi dei protagonisti che ci fa entrare nei personaggi perchè noi non vedessimo solo quella maschera che loro ogni giorno indossano per affrontare il mondo, ma affinchè potessimo vedere le fragilità interiori e i cuori spezzati.

Un'opera prima riuscitissima capace di incanalare le emozioni e le paure della società del dopoguerra che risultano comunque attualissime. La paura, l'amore, l'annullamento, la solitudine sono temi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno e ogni giorno ,come George, indossiamo il nostro vestito migliore per essere semplicemente il noi stessi che vuole la società per non dimostrare a nessuno che siamo uomini soli.

 

A Single Man2

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