| Rorschach: simmetria di un sociopatico |
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| Scritto da Marco Corbizi |
| Venerdì 23 Ottobre 2009 07:21 |
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Chi è Rorschach ? Chi si nasconde dietro quella affascinante maschera che cambia forma in continuazione ? Queste sono soltanto due delle molte domande a cui risponderò in questo articolo, dedicato completamente all’ anatomia del personaggio di Rorschach, su carta, sullo schermo, e nella mente del suo interprete, Jackie Earle Haley. Walter Kovacs nasce da una famiglia distrutta, i suoi genitori divorziarono, ma si separarono ufficialmente solo due mesi prima della sua nascita. Sylvia Kovacs si diede alla prostituzione, come mezzo per pagare le spese che un bambino comporta, e per questo non lo ha mai perdonato.
Il povero bambino dovette crescere in fretta, costretto ad un infinito via vai di strani uomini a tutte le ore della notte, e picchiato violentemente, se osava disturbare la madre mentre lavorava.
I risultati di quella tremenda educazione, si fecero vedere all’ età di undici anni, quando Walter fu preso in giro da due ragazzi più grandi; il suo attacco feroce e animalesco, lasciò menomato uno di loro.
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La madre disse che era un bambino ritardato e sottosviluppato, e lo mandò nella Casa per Bambini Problematici Lilian Charlton, dove stette fino all’ età di sedici anni. Ma Walter smentì presto quelle dichiarazioni, ottenendo ottimi voti in materie come letteratura ed educazione religiosa, e surclassando tutti gli altri bambini nella boxe e nella ginnastica.
Poco tempo prima della dimissione dalla Casa, Walter venne a sapere dell’ uccisione della madre, da parte del suo datore di lavoro, e a tale notizia disse “Bene.”.
Entrò in una fabbrica di indumenti, come operaio non specializzato, e non fu propenso all’ attività di vigilante fino alla vicenda di Kitty Genovese, nel 1964. Indignato dal racconto che i vicini avevano assistito allo stupro e all’ assassinio, di quella povera ragazza, senza fare niente, Walter divenne sempre più offeso dall’ umanità. Nello stesso periodo entrò in possesso di uno strano vestito, progettato dal Dr Manhattan, e ordinato da Kitty, che non lo ritirò mai; tale abito era composto da una doppia stoffa che tratteneva due liquidi incapaci di mescolarsi, e ad ogni cambiamento di posizione o variazione di temperatura, le macchie composte, cambiavano forma. Walter utilizzò le abilità apprese in fabbrica, per modellare quel vestito e trarne un cappuccio, una maschera, un volto che poteva sopportare di vedere allo specchio, una faccia. Era nato Rorschach.
Tuttavia alternava le due identità, conservando ancora molto della sua vecchia personalità. ![]() Nel 1975 seguiva un caso di rapimento, Blaire Roche, una bambina di sei anni. Trovò un pezzo di ciò che ne restava, nelle fauci di due pastori tedeschi. Né i cani, né l’ assassino, uscirono vivi dall’ incontro con lui. “Walter Kovacs morì quella notte con quella bambina, e da lì in poi ci fu solo Rorschach.” Dichiarò Walter, allo psicologo della prigione.
Per molto tempo, ogni criminale che capitava tra le sue mani, era un uomo morto. ![]() Alla fine degli anni 60 fece squadra con Gufo Notturno II, il quale restò il suo unico vero amico, se così si può definire; insieme contrastarono a mani nude, il problema delle bande di teppisti della città. ![]() In seguito si unirono al gruppo dei Watchmen, che Ozymandias stava mettendo insieme, ma durò poco e presto il team andò in pezzi. ![]() Nel 1977, il decreto Keene, bandiva le maschere, e tutti i supereroi dovettero appendere la maschera al chiodo, o dichiarare la loro identità.
Rorschach fu l’ unico a proseguire, senza smettere di combattere il crimine, senza dichiarare la sua vera identità; ricercato dalle autorità, continuò la sua crociata per la giustizia, fino alla morte. “Il piccolo Walter Kovacs non ha avuto molte possibilità, sapete ? E’ un individuo confuso. Penso che tutto il lavoro da vigilante che esercita, sia per proteggere quel bambino interiore. Ad ogni fendente, ad ogni dito rotto, o criminale ucciso, Walter protegge quel bambino, picchiando e colpendo sua madre.” Jackie Earle Haley, l’ attore dietro la maschera.
La missione intrinseca che spinge Rorschach, è rendere il mondo un posto in bianco e nero, come le macchie della sua maschera; trova confortante l’ assenza di grigio, quei due fluidi non si mescolano mai, mantenendo l’ ordine. In questo mondo, tinto di un grigio schifoso, c’è sempre qualcuno che fa del male a qualcun’ altro, c’ è sempre qualcuno che sbaglia di proposito, e lui si sente in dovere di porre rimedio.
“Gli esseri umani sono selvaggi per natura, non importa che si tenti di coprirla di zucchero.” Rorschach, in riferimento alla morte del Comico.
“Rorschach è un’ intransigente e inflessibile cercatore di giustizia, come in un nostalgico film noir. E’ anche il narratore del film, fa continui commenti sugli eventi e sugli altri personaggi. E’ colui che ci guida attraverso il mistero, come farebbe un buon detective.” Zack Snyder, regista di Watchmen. “Nessun compromesso, nemmeno di fronte all’ apocalisse.” Rorschach.
Il sottoscritto, autore dell’ articolo, ha una grande ammirazione nei confronti di Rorschach; penso che sia l’ esempio di coerenza estrema, più importante di tutti i tempi. L’ ultima frase sopra citata ne è la prova maggiore, nemmeno di fronte alla morte, all’ annientamento totale, alla fine di tutte le cose, cambia idea o fa un passo indietro nei confronti della giustizia. Le sue idee di giustizia, e il suo comportamento, restano sempre gli stessi, fino alla fine. Assomiglia molto a Re Leonida di 300, il quale si è battuto fino alla morte, come detta il codice degli spartani, per la sua nazione, per la giustizia, per un mondo libero dal misticismo, e pieno di libertà. Mi piace questa coerenza, trovo che al giorno d’ oggi sia la mancanza maggiore nelle persone; si fa presto a dire una cosa, il difficile è poi mantenerla in pratica. Rorschach ci insegna, che dobbiamo essere più coerenti, nella vita. GLI EFFETTI VISIVI E LA FAMOSA MASCHERA Su carta, la maschera di Rorschach funzionava molto facilmente; gli autori hanno adottato un vecchio stile grafico, che impone quadri identici ricorrenti, con singoli cambi all’ interno. Come si vede nella foto, i tre riquadri sembrano identici, cambiano solo le forme delle macchie nella maschera. Con questo espediente, ci resta molto facile immaginare quale effetto potrebbe fare, una eventuale vera maschera di Rorschach. ![]() Nel film, hanno fatto ricorso alla computer grafica.
L’ attore portava una maschera con ampi buchi attorno agli occhi, per far capire agli addetti ai lavori, dove stesse guardando o quali emozioni stesse provando, inoltre tale maschera era dotata di markers, cioè pallini colorati, da utilizzare per “agganciare” e riprodurre i movimenti della maschera 3D.
In post-produzione è stato abbastanza facile, sovrappore la maschera 3D con le macchie cangianti, ottenendo un risultato di indubbio impatto.
Con il settore computer grafica, concludo il mio speciale su Rorschach, spero di non avervi annoiato, ma intrattenuto e suscitato interessanti spunti di riflessione, perché è questo che si percepisce leggendo e guardando Watchmen. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Ottobre 2009 19:58 |




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